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Frasi scorrevoli

(Londra, 10 settembre 1659 – Londra, 21 novembre 1695)

La Choise Collection of Lessons for the Harpsichord

Compositore di corte, quindi musicista che doveva scrivere a comando, Henry Purcell non aveva tempo per ricerche spirituali: doveva scrivere per ricorrenze o semplicemente per allietare la corte e le feste. La sua inconscia ricerca di senso nacque, quasi certamente, nel 1685, quando il nuovo sovrano inglese Giacomo II lo nominò clavicembalista della musica privata. Purcell, che ha mantenuto questo incarico anche sotto la reggenza del successore Guglielmo III cioè fino al 1693 circa, si dedicò intensamente alle composizioni per solo clavicembalo. Sono di quel periodo 6 volumi, di cui due di particolare interesse: la raccolta Musick’s Hand-Maid, Parte II, 24 Arie per clavicembalo e se pure, pubblicate postume, un'altra raccolta, creata sicuramente per insegnare musica al re o alla sua famiglia, intitolata Choice Collection of Lessons for the Harpsichord or Spinnet.
Proprio in questa ultima serie di composizioni clavicembalistiche si esprime la Ricerca di Senso. Sono 8 brevi Suites, seguite da sei piccoli brani, trascrizioni tastieristiche di sue precedenti composizioni. Non analizzeremo tutte le composizioni di questa raccolta, in quanto la Ricerca di Senso, che - va ricordato - era inconscia, si manifesta in Pourcell in modo discontinuo. Per esempio, la Sesta Suite è assolutamente di maniera, vi si percepisce la svogliatezza momentanea di comporre, priva  dell’Arte di cui normalmente l’Artista era capace.

 

1. Le Suites 1 - 4 : paura, dolore, vuoto -  interpretazione della concertista Irene Castellini

La Prima Suite, in sol maggiore, sembra all’apparenza, di maniera:

Preludio        (ascolta)   
Allemanda   (ascolta)  
Corrente       (ascolta)  
Sarabanda   (ascolta)  

Andando in profondità, nel preludio Purcell comincia ad esprimere dubbi: dopo tre battute di grande serenità, costruite con la tecnica delle progressioni, nella quarta introduce un cambiamento repentino e quella progressione sparisce, lasciando l’ascoltatore, con un senso di fastidio, di chiusura di respiro. Purcell gioca ancora tre battute con finte progressioni e termina come la prassi dell’epoca richiedeva. Le quattro battute fuorvianti sono la chiave della sua spiritualità: egli è a disagio, si accorge di voler cercare qualcosa attraverso le prime tre battute, ma non sa cosa, né tantomeno come fare e conclude velocemente. Nell’Allemanda, le prime sette battute sottolineano il disagio e ancora una volta utilizza progressioni spezzate. Nelle restanti 7 battute che portano alla conclusione della danza, esce per la prima volta una richiesta di aiuto e il disagio cessa: due battute di salti di terza discendenti, in forma di domanda e risposta e salti di quarta ascendenti e discendenti sempre alternate tra le due mani, rappresentano chiaramente un accoramento; accoramento che continua fino alla fine nella mano sinistra, lasciando alla destra il compito di sedare il dolore con dolcezza. Di nuovo, la fredda compostezza barocca lo riporta ai suoi doveri, poi 16 battute di Sarabanda. Alla luce della Ricerca di Senso, questo è un pezzo emblematico e mette in luce la sua vita affettiva e la ricerca desiderata del Superiore, per dare requie al suo dolore personale. Purcell si sposò con una donna chiamata Frances, da cui ebbe 5 figli. Purtroppo, il compositore dovette assistere alla morte prematura di tre dei suoi figli e questa sarabanda è appunto una marcia funebre; nella prima battuta, poi, la mano destra ripete una nota, in omoritmia con la sinistra. Ma dalla seconda misura, il tetro e mesto ritmo degli accordi pesanti rimane soltanto alla sinistra, perché, da quel momento, la mano destra inizia gradatamente a salire, chiaramente per avvicinarsi al Senso. Ci riesce? Non ancora e triste ritorna verso il basso.

La Seconda Suite sicuramente rappresenta il raggiungimento della sua Ricerca di Senso, ma tale traguardo risulta arrivare drasticamente. E’ in una tonalità triste: Sol Minore.

Preludio (ascolta)  rappresenta la paura di avvicinarsi al Senso, al suo mistero. Egli cerca di salire, procede gradatamente di un’ ottava con entrambe le mani, utilizzando terze spezzate; a volte ritorna con piccoli intervalli sui suoi passi. Ha paura di liberarsi dalla catena terrena: almeno questo giogo gli è noto e ha dei confini certi. Purcell comincia a combattere contro questa paura e dalla battuta 15, tramite il celestiale uso degli arpeggi, finalmente sale verso l’alto. Arriva sulla battuta 20 a un Si Bemolle ribattuto. Quel punto luminoso, la gioia, per aver raggiunto un gradino in più verso l’Assoluto, viene descritta con una tonalità di Si Bemolle Maggiore. Poi, velocemente, ma con passaggi armonici più graduali, rispetto alla Prima Suite, ritorna nel suo giogo, apparentemente senza speranza.

Allemanda (ascolta) che segue finalmente rispecchia il vero stato d’animo del compositore. Sembra aver compreso il suo profondo desiderio di incontrare l’ESSENZA e Purcell piange. Nelle prime tre battute sembra soffocare in quel pianto, che lo ha fatto incontrare con il suo "Doppelganger" (il suo doppio, quello sconosciuto). Poi lentamente, esce dal suo tunnel e piangendo sale leggermente verso l’Idea della Luce. Purtroppo, non la incontra e tutta l’Allemanda è pervasa dal sogno di quella visione e dalla disperazione che quella catena pesante che ci lega quaggiù, ha sempre "la meglio". Unico guizzo di speranza e di coraggio della sua anima incerta è la danza seguente:
Corrente (ascolta) . Ad eccezione della fine della prima parte (battuta 9) e del finale della danza (battute 20 e 21), dove ritorna schiacciato dal giogo della sua debolezza, la danza è scritta tutta in un’ottava della tastiera che si definisce "acuta" e che acusticamente si manifesta con suoni dolorosi e penetranti per l’orecchio come piccoli spilli. E’ molto interessante segnalare come in questa Corrente, il compositore giunga al Do acuto, acme della sua Ricerca. Va sottolineato che questa nota è la nota più alta segnalata tra tutte le sue 8 Suites; il Do acuto viene riutilizzato in altre danze di questa raccolta, ma da quel Do sembra sfuggire: non lo fa durare mai più di un ottavo e mezzo, eccetto che nella Corrente dove gli impone il valore di un quarto. Quest’ultimo fattore segnalato è importante per analizzare la psicologia di Purcell: egli ha il desiderio di Ricercare il Senso, ma ha altrettanta paura di raggiungerlo. Alla luce dell’analisi di questa raccolta, si capisce che questa ricerca ha un cammino difficile, fatto di dolore. Una strada che dice che per incontrare l’Assoluto, l’uomo deve prima fare una profonda introspezione per trovare Se stesso. E di questo, Purcell ha paura. Lo si comprende dall’insolito uso (per l’epoca) delle note basse, che creano un senso di voragine nell’ascoltatore: la voragine dell’Io sconosciuto o comunque di quell’Io che vuole rimanere nascosto! Nella prima Suite, quella della ricerca inconscia, non sono presenti queste note così Gravi Poi, dalla seconda suite, Purcell comincia a conoscere l’antro della sua anima e quelle note tetre diventano sempre più utilizzate. Ogni volta che durante la sua Ricerca di Senso precipita nel profondo, capiamo che in quel momento è stato costretto a tornare in se stesso. Fortunatamente, nel periodo barocco esisteva il concetto necessario dell’equilibrio; pertanto, dopo un baratro, la musica poco dopo, ritrova un suo percorso di ascesa e l’equilibrio torna a ristabilirsi.

Sarabanda (ascolta) . Dopo la Corrente della seconda Suite, troviamo ancora una Sarabanda. Una danza triste, ma a differenza della prima, si capisce che attraverso il pianto (reso dalle note di passaggio inferiori e dal ritmo francese puntato) si arriva ad una crescita spirituale. Questa danza diventa un mezzo per cercare il Divino in noi stessi.

La Terza Suite. Purcell si sta espandendo; la sua anima e la sua arte stanno parlando lo stesso linguaggio. Rispetto all’incoerenza musicale della prima suite, nella Terza Suite esprime i suoi concetti filosofici con più ampiezza; le progressioni sono più larghe e finalmente l’ascoltatore, può iniziare a respirare.

Preludio (ascolta) . La spiritualità viene introdotta nel  attraverso una forma musicale, nata originariamente per le voci corali: la Fuga. Anzi, qui è più giusto parlare di fugato, cioè l’idea della fuga, quindi di un tema iniziato in una voce, che viene ripreso dalle altre voci, è interrotto subito; ma nell’arco delle 25 battute di Preludio, il gioco contrappuntistico e i cosiddetti "Botta e Risposta" diventa una costante.

Allemanda (ascolta) che segue è basata sulla pace interiore. E’ straordinario come la prima pagina di questa danza, pur basata sul ritmo del pianto (cioè il Ritmo Puntato Francese), abbia in realtà un significato totalmente diverso. Non è più sofferenza, ma soltanto aneliti di Ricerca, che non alterano la quiete della mente e dell’anima. La seconda parte invece torna ad usare piccoli passaggi di terze alternate tra le due mani, per creare ancora di più il senso dell’equilibrio e dopo un piccolo ripensamento (tra le battute 12 e 17), dove si sente di nuovo attratto dal precipizio, risale senza ansia e con insolita gioia, verso la luce.

Corrente  (ascolta) . Ultima danza della Terza Suite. Non c’è particolare approfondimento da fare; ciò, però, non vuol dire che sia priva di significato. Semplicemente, è un momento di riposo per la sua anima, dove avverte attorno e dentro di sé, equilibrata serenità. Non è un pezzo introspettivo, ma si può cogliere come l’uomo in pace con se stesso, guardi il mondo con occhi nuovi, e chissà, forse trasformandolo … .

E’ vero! Lungo la strada della Ricerca di Senso è facile, talvolta, perdersi e ritrovarsi al punto di partenza. Durante quel cammino, arrivano domande inaspettate; ci si ritrova contro una porta sbarrata da noi stessi. Così, nella Quarta Suite in La minore, Purcell ritorna nel suo vuoto terrore.

La Quarta Suite. Questo Preludio è il più corto tra tutti i preludi di questa raccolta: solo 9 battute, disorientanti. Parte con note sotto il Do centrale. Il clima è cupo. Alla quarta battuta scende ancora; stentatamente riprende a salire, ma il richiamo al pessimismo è troppo forte e tra la 6° e la 9° battuta scende nel baratro.

Preludio      (ascolta)  
Allemanda (ascolta) 
Corrente     (ascolta)  

Allemanda sembra riprendere timidamente la sua Ricerca, poi di nuovo una discesa tra la 6° e la 9° battuta. Sente il bisogno di equilibrio e di certezze. Cerca di nuovo di salire, ma ancora una volta, dalla 13° battuta fino alla fine (battuta 17), precipita e l’ascoltatore per la prima volta, avverte un senso di disequilibrio.
Nella Corrente, Purcell, conscio di quello spostamento di energia, lo riporta al suo equilibrio, ma quasi subito, alla battuta 7, con un inganno armonico, modula momentaneamente in una tonalità inattesa e poi riprende la sua strada e il suo equilibrio tonale. Ma cosa succede alle battute 13 e 14? Per ritornare, alla battuta 16, alla tonalità originale, esegue dei passaggi armonici incomprensibili; per un attimo, porta l’ascoltatore alla pazzia dell’atonalità (cioè alla mancanza di solide basi sonore). Poi, come se nulla fosse accaduto, ritorna nei ranghi prestabiliti e conclude con equilibrio quella danza. Cosa significava quel salto temporale verso il dileguamento della tonalità? Forse l’innato dubbio di pensare che il Senso, altro non sia se non il frutto di nostri vaneggiamenti? Forse per un attimo, ha rinnegato il Senso?

Sarabanda (ascolta) . La Sarabanda conclude mirabilmente questa Suite contraddittoria. Forse quel momentaneo smarrimento atonale è stato prontamente risolto: Purcell ha avuto una risposta, una luce di speranza o di certezza. Tutta la danza è scritta sui toni alti nella parte melodica e in una direzione verso il basso nella mano sinistra accompagnante. C’è dolcezza, luce, speranza. Per tre volte ritorna al Do Acuto, al punto culminante della sua timorosa ricerca. Inoltre c’è un’importante risposta filosofica, data proprio dall’andamento sonoro contrario delle voci estreme (il basso e il canto). Purcell fa scendere la mano sinistra ed è inversamente proporzionale all’andamento della mano destra; più il basso scende, più la melodia sale. In altre parole, per trovare la strada della Ricerca di Senso bisogna cercare in se stessi, fino in fondo, senza paura.

2. Le Suites 5-8: Gioia, Senso, Pace  clicca


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