dalAlla finestra del cuore spesso ho accostato
l'orecchio dell'anima, molte parole ho sentito,
ma non ho sentito le labbra.
D'improvviso hai effuso il favore tuo
sopra questo tuo servo, ed io non ne vedo ragione

se non la tua grazia infinita.
O eletto coppiere, gioia degli occhi miei,
a te somigliante nessuno apparve fra gli Arabi, nè fra i Persiani l'ho visto!
Versami tanto vino ch'io scenda giù da me stesso
perchè nell'io, nell'essere, non ho trovato che pena.

Tu che sei zucchero e latte, tu che sei Sole e Luna,
o tu che sei madre, sei padre,
non ho parenti che Te!
O indistruttibile amore, o cantore divino,
sei tu appoggio, sei tu riparo,
non trovo nome a te pari!

Siamo frammenti d'acciaio e
l'amor tuo è calamita,
sei origine d'ogni attrazione,
in me attrazione non vedo!
Silenzio, fratello, abbandona scienza e finezze:
finchè lui  non parla, finezza alcuna non trovi!

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