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e Pontefice
Eremita

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Frasi scorrevoli

E poi? Il silenzio

Ungaretti si riferisce ad un momento tragico dell’esistenza propria e di tanti suoi coetanei, all’interno delle trincee scavate nella terra fangosa, nel freddo che avanza. 
Ma l'intera poesia è una similitudine colma di risonanze interiori che trascendono i riferimenti storici e personali. E’ metafora della vita umana. E’ una risposta alla domanda: qual é il senso della nostra esistenza?
Il poeta paragona il soldato in trincea ad una foglia d'albero in autunno: basta un colpo di vento per far cadere la foglia, basta un colpo di fucile a far "cadere" il soldato.
La forma impersonale (si sta) fa riferimento a "tutti" i soldati. La forma impersonale crea un'atmosfera di universalità, di indefinito e, nello stesso tempo, rimanda alla fatalità.
Siamo tutti come foglie. Non sappiamo quale né quando sarà (se ci sarà!) il nostro futuro. Abbiamo solo una certezza ... la morte. Il non senso, il buio, il terrore nell’attesa della fine, tutto è legato a questa profonda e cruda incertezza che abita l'uomo da sempre.
In poco meno di un verso si racchiude il pensiero e la drammatica esperienza di tutti. L’uomo è come foglia su un albero in autunno: cadrà per un soffio di vento: la morte. E poi? Il silenzio. O il nulla.

 

Soldati (1918)

Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie.


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